Uno degli inventori del cerotto alla nicotina ha dimostrato che la nicotina, da sola, non basta
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Salute e abitudini · Approfondimento

Uno degli inventori del cerotto alla nicotina ha dimostrato che la nicotina, da sola, non basta

Ha dato la nicotina in vena a 80 fumatori e ha scoperto che la sigaretta crea una seconda dipendenza: quella dal gesto. È il motivo per cui cerotti e gomme falliscono più di otto volte su dieci.

80fumatori coinvolti nell'esperimento della Duke University¹
83%di tentativi falliti a sei mesi con cerotto e gomma insieme²
1Mdi gesti mano-bocca in dieci anni di sigarette

Da decenni, a chi vuole smettere di fumare, si ripete la stessa cosa: la dipendenza è la nicotina.

Su questa idea sono nati i cerotti, le gomme e gli spray, che danno al corpo la nicotina e tolgono la sigaretta.

Se l'idea fosse giusta, questi prodotti dovrebbero funzionare quasi sempre. Invece più di otto persone su dieci, dopo averli usati, tornano a fumare.

Il motivo l'ha trovato nel 2000 un ricercatore americano. Ha scoperto che nella sigaretta c'è una seconda dipendenza, di cui non parla quasi nessuno: quella dal gesto.

L'esperimento che ha separato la nicotina dal gesto

Il ricercatore si chiama Jed Rose e lavora alla Duke University, negli Stati Uniti. È uno degli inventori del cerotto alla nicotina, quindi da lui ci si aspetterebbe che difenda la nicotina.

Invece ha voluto verificare se al fumatore basti davvero la nicotina. Ha preso ottanta fumatori e ha fatto una cosa che nella vita di tutti i giorni non succede mai: ha separato la nicotina dalla sigaretta.

In alcune prove i volontari ricevevano la nicotina con una flebo, direttamente nel sangue, e non fumavano. In altre fumavano sigarette sviluppate apposta, da cui la nicotina era stata tolta quasi del tutto: restavano il gesto, il fumo e il colpo in gola.

Dopo ogni prova Rose misurava due cose: quanta voglia di fumare avevano ancora i volontari e quanto si sentivano soddisfatti.

Secondo l'idea di sempre avrebbe dovuto vincere la nicotina. È successo il contrario.

Com'è finita · Rose e colleghi, Duke University, 2000¹

La nicotina in vena, da sola, ha tolto un po' di voglia di fumare. Ma i volontari non l'hanno trovata per niente soddisfacente.

Le sigarette senza nicotina hanno tolto la voglia di fumare e sono state giudicate molto più soddisfacenti del non fumare.

La nicotina da sola non dava ai fumatori quello che cercavano. Il gesto, anche senza nicotina, in buona parte sì.

La conclusione di Rose è che la sigaretta lega il fumatore in due modi. Il primo è la sostanza. Il secondo è tutto quello che si fa per fumarla: portare la mano alla bocca, sentire il tiro in gola, prendersi qualche minuto di pausa.

Di questo secondo legame le cure tradizionali non se ne occupano. E i risultati si vedono.

Perché i cerotti e le gomme falliscono più di otto volte su dieci

Un cerotto fa quello che faceva la flebo dell'esperimento: dà al corpo la nicotina e lascia le mani vuote. La gomma e lo spray fanno lo stesso.

La Cochrane, l'organizzazione internazionale che mette insieme i risultati di tutti gli studi su una cura, ha contato quante persone tornano a fumare entro sei mesi.

Tentativi falliti a sei mesi · Cochrane Database of Systematic Reviews²

Cerotto alla nicotina86%
Gomma alla nicotina86%
Cerotto e gomma insieme83%
Senza nessun aiuto~97%

Anche usando cerotto e gomma insieme, più di otto persone su dieci dopo sei mesi fumano di nuovo.

Chi è tornato a fumare non ha sbagliato le dosi e non ha avuto poca volontà. Ha curato la dipendenza dalla nicotina, mentre quella dal gesto è rimasta intatta.

Il gesto è rimasto fuori dalle cure per una ragione pratica: la nicotina si può mettere in un cerotto o in una gomma, il gesto no.

Eppure è la parte più radicata della dipendenza. Per capire quanto, basta un conto.

1.000.000

È all'incirca il numero di volte in cui, in dieci anni, chi fuma un pacchetto al giorno porta la mano alla bocca.

Il conto è questo: quindici tiri per sigaretta, venti sigarette al giorno, per dieci anni. Sono più di un milione di ripetizioni dello stesso movimento, quasi sempre negli stessi momenti della giornata.

Un movimento ripetuto un milione di volte diventa automatico. E un automatismo non sparisce perché sul braccio c'è un cerotto.

Nel 2025 l'Università di Verona ha studiato 81 fumatori in cura per smettere ed è arrivata alla stessa conclusione di Rose.

«Fumare non dipende soltanto dalla nicotina. Entrano in gioco anche componenti comportamentali e sensomotorie, che possono contribuire per conto loro a mantenere la dipendenza.»

Frontiers in Public Health, 2025 · Unità di Medicina delle Dipendenze, Università di Verona³

Se togliere il gesto fa fallire quasi tutti, resta una domanda: che cosa succede quando al fumatore il gesto viene lasciato?

La prova al contrario: lasciare il gesto e togliere la nicotina

La risposta arriva dall'Università di Catania. I ricercatori hanno seguito per sei mesi 120 forti fumatori che volevano smettere: fumavano tutti almeno un pacchetto al giorno da almeno dieci anni.

A metà di loro, oltre al normale percorso per smettere, hanno dato un inalatore aromatizzato alla menta, da usare al posto della sigaretta. Non conteneva nicotina: serviva solo a mantenere il gesto.

Su di loro il risultato è stato questo.

Com'è finita · Caponnetto, Polosa e colleghi, Università di Catania, 2011⁴

Fumatori che dopo sei mesi avevano smesso:

66,7%con l'inalatore senza nicotina
19,2%senza l'inalatore

Più del triplo, con un oggetto che non contiene nicotina.

Per chi è legato al gesto, cioè la grande maggioranza delle persone, riaverlo anche senza nicotina ha fatto la differenza tra smettere definitivamente e ricominciare.

· · ·

La soluzione logica: se il problema è il gesto, anche la soluzione deve esserlo

I due esperimenti dicono la stessa cosa da due punti di vista opposti. Alla Duke la nicotina senza il gesto non è bastata. A Catania il gesto senza la nicotina ha aiutato a smettere proprio chi al gesto era più legato.

Per smettere, quindi, il gesto non va tolto: va sostituito con uno che non faccia danni.

L'inalatore usato a Catania era un semplice inalatore di plastica. Breazy parte dallo stesso principio e lo porta più avanti: ha la resistenza del tiro regolabile, per ridare anche la sensazione in gola, e nuclei di aromi naturali.

Breazy: l'inalatore aromatico che sostituisce il gesto

Breazy è un inalatore di aromi naturali, senza nicotina e senza combustione. Riproduce il gesto mano-bocca che il cervello ha imparato ad associare al sollievo, alla concentrazione e alla pausa, senza far entrare nel corpo nessuna sostanza nociva.

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4,4
Eccellente
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Più del 78% di chi lo prova continua a usare Breazy dopo il primo mese.
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«Ci provavo da quindici anni. I cerotti con me non funzionavano perché il gesto continuava a mancarmi. Con Breazy ho capito finalmente perché fallivo ogni volta.»

Carlo M., 42 anni · Milano
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«Mi ha sorpreso la velocità con cui è entrato nelle mie giornate. Il cervello lo accetta perché il movimento è lo stesso. È la cosa più intelligente che ho provato.»

Lucia P., 38 anni · Torino
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Fonti scientifiche

  1. Rose JE, Behm FM, Westman EC, Johnson M. "Dissociating nicotine and nonnicotine components of cigarette smoking." Pharmacology Biochemistry and Behavior, 2000; 67(1): 71-81.
  2. Hartmann-Boyce J et al. "Nicotine replacement therapy versus control for smoking cessation." Cochrane Database of Systematic Reviews, 2018. DOI: 10.1002/14651858.CD000146.pub5
  3. Novella L et al. "Smoking-related gestures and anxiety: a preliminary study in treatment-seeking smokers." Frontiers in Public Health, 2025. DOI: 10.3389/fpubh.2025.1665612
  4. Caponnetto P, Polosa R et al. "Effect of a nicotine-free inhalator as part of a smoking-cessation programme." European Respiratory Journal, 2011; 38(5): 1005-1011.